Quanto è buona la cucina romana! Tanto e anche di più!
Piatti semplici, rustici, saporiti, di sostanza, insomma de core!
La coda alla vaccinara è uno di essi.
La sua origine è senz'altro povera, in quanto si proponeva nelle piccole trattorie e nelle osterie di borgata, ubicate soprattutto nella zona dei macelli, dove abitavano i vaccinari.
La coda era uno scarto dell'animale, un taglio di certo non pregiato che però i romani con il loro genio, trasformarono in qualcosa di sublime.
Questa ricetta romana sembra sia nata nel 1300 e deriva senz'altro dall'esigenza di non buttare e non sprecare mai nessuna parte dell'animale.
Si usa tutt'oggi la coda di bue o di vitello che viene cotta a bassa temperatura per lungo tempo.
Il sughetto che si ottiene grazie alla presenza del pomodoro è favoloso, perfetto per condirci la pasta, in particolare i rigatoni, che con le loro scanalature accolgono e trattengono tutto il condimento.
La ricetta della coda alla vaccinara che qui vado a darvi me l'ha data un oste di Roma, come vedrete leggendo negli ingredienti c'è il cioccolato fondante che esalta il gusto e l'aroma, io me ne sono letteralmente innamorato e ve la propongo in tutta la sua incredibile bontà!
Fate scaldare l’olio e lo strutto in una pentola dai bordi alti, quindi mettete i pezzi di coda in cottura, lasciate cuocere a fuoco moderato, girate i pezzi di tanto in tanto in modo che la carne si rosoli su tutti i lati.
Nel frattempo preparate un trito con la carota, la cipolla, il lardo, l'aglio e il prezzemolo.
Una volta che la carne è ben rosolata sfumate con il vino bianco, fate evaporare la parte alcolica e deglassate il fondo di cottura.
Aggiungete il trito di verdure preparato, mescolate, quindi tagliate le coste di sedano a pezzi grossolani, dopodiché uniteli alla preparazione, aggiungete i pomodori pelati precedentemente frullati e insaporite con sale e pepe.